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Come l’Inter deve affrontare la Juve

Affrontare la Juventus è sempre molto complicato e non solo dal punto di vista mentale. I bianconeri sono una delle squadre più complete e pericolose non solo sul suolo italico, ma in tutto il Vecchio Continente e qualsiasi modo di affrontarla porta con sé dei pro e dei contro. A poche ore dalla partita dell’Allianz Stadium andremo a vagliare quali possono essere i vantaggi insiti all’interno di due diversi moduli: il canonico 433 nerazzurro e il più inusuale 343.

Iniziamo da quello che molto probabilmente sarà il modulo utilizzato stasera, quello che è stato utilizzato quasi sempre in questa stagione in assenza di Nainggolan, il 433. Oltre all’abitudine della rosa a schierarsi in questo modo, quali possono essere i benefici della difesa a 4 e di un modulo verosimilmente speculare a quello che utilizzerà Allegri per i suoi uomini? Ne proviamo a identificare tre:

1) La Juventus a centrocampo ha delle rotazioni molto corte viste le tante assenze e le condizioni non ottimali di Emre Can e Bentancur che pur saranno della partita. L’Inter ha solamente Nainggolan fra gli indisponibili e poter mettere pressione ai pari ruolo avversari nel tentativo anche di dettare il ritmo della gara potrebbe essere un vantaggio considerevole: avere due coppie di mezze ali da poter affiancare a Brozovic per impostare sin dall’inizio le modalità di gestione della gara, come visto a Roma – ad esempio -, può rappresentare un discreto vantaggio;

2) I due esterni offensivi in un 433 puro possono partire ben più alti e questo è utilissimo al fine di attaccare alle spalle i due terzini bianconeri: chi fra Politano, Perisic e Keita (più probabilmente i primi due) scenderà in campo avrà quasi l’obbligo di non solo tenere bassi Cancelo e De Sciglio, ma anche di infilarli coi propri movimenti costringendo Bonucci e Chiellini a scalare sull’esterno liberando lo spazio all’interno dell’area di rigore per Icardi, l’ala tagliante dal lato debole e chi fra le mezze ali avrà la possibilità di inserirsi.

3) La consapevolezza. Spalletti in conferenza stampa ha calcato molto la mano sul concetto per cui l’Inter a prescindere dall’avversario deve sempre giocare secondo i paradigmi appresi dall’inizio dell’anno tramite il continuo lavoro in allenamento e quale miglior modo di provare ciò andando all’Allianz Stadium con la piena consapevolezza dei propri mezzi acquisita con questo modulo? Ben pochi altri modi.

Sicuramente ci sono anche dei lati negativi nell’utilizzare un modulo simile, ma come detto prima ogni modulo contro la Juventus ha dei pro e dei contro. Il passo in più che deve fare l’Inter è quello di non avere timore reverenziale, non ragionare sulla base dell’avversario, ma solo sulle proprie qualità. La difesa a 4 con i continui movimenti del resto della squadra sulla base delle varie fasi di gioco sono un punto di forza dei nerazzurri e si può notare come in ogni partita ci sia un particolare in più che differenzia l’approccio tattico dei nerazzurri rispetto alla gara precedente. E anche i vari cambi modulo visti nel corso della stagione stessa sono sempre finalizzati alla massimizzazione delle caratteristiche in rosa perché l’Inter deve essere e fare l’Inter, ovviamente ci si deve incastrare bene con l’avversario, ma i nerazzurri non devono arretrare e disconoscere quello che è stato fatto sin qui lasciandosi trascinare dagli undici opponenti. E anche un cambio radicale – qualora dovesse esserci – non sarebbe da leggere in quest’ottica.

Arrivati a questo punto dell’articolo, vi starete chiedendo: la difesa tre, di nuovo? Perché diamine L’Orologio propone una soluzione tattica desueta, nel mondo Inter? Per quale motivo insistono nello snaturare una squadra che si è normalizzata sulla base di una difesa a quattro? Ecco tre buoni motivi per cui bisogna insistere con l’idea che, prima o poi, Spalletti potrebbe affidarsi alla difesa a tre durante una partita di Serie A o di Champions League.

1) È stato lo stesso Spalletti, a inizio stagione, a confermare la l’eventualità di uno schieramento a tre. Il tecnico interista, alla domanda su come gestire la rotazione dei centrali, ha ammesso la possibilità di utilizzare la difesa a 3, grazie anche alla presenza di D’Ambrosio.

2) Nell’unica partita in cui l’Inter ha difeso a tre, contro il Torino, ha finito il primo tempo 2-0 dominando il gioco. Nella ripresa la squadra è calata e complice una serie di topiche è stata rimontata. Ma quei 45’, soprattutto in fase di impostazione, non mentono.

3) Vista l’assenza di Dalbert, in una partita da qui a gennaio si potrebbe ipotizzare uno schieramento diverso per fare riposare Asamoah. Il ghanese le sta giocando tutte: se Vrsaljko tornasse in forma in tempi celeri, l’opzione più accreditata è dirottare D’Ambrosio a sinistra e lasciare il croato a destra. Ma se così non fosse, come potrebbe ovviare Spalletti al buco di formazione?

È da un po’ di tempo che sosteniamo che l’inter abbia i giocatori, e per certi versi l’attitudine, per giocare con un 3-4-3, all’occorrenza 3-4-1-2. Inoltre, nell’ottica di continuare nel percorso intrapreso questa stagione, ovvero quello di basare la difesa su di una serie di situazioni 1vs1, lo schieramento a tre prevederebbe una serie di duelli individuali tra i marcatori dell’Inter e gli attaccanti della Juventus, con Cristiano Ronaldo osservato speciale. Sulla carta l’Inter dispone della seconda miglior batteria di difensori della Serie A, dietro forse solo alla Juventus, quindi è plausibile l’idea di provare a giocare in questa maniera. In questo pezzo spieghiamo perché, secondo noi, provare a giocare con Perisic largo a sinistra come esterno abbia moltissimo senso, mentre sull’altra fascia Vrsaljko può trovare spazio e minuti in vista della gara della vita in Champions League, contro il PSV. A centrocampo si potrebbe riproporre il duo Brozovic Vecino, da completare a piacimento: se Spalletti vira per il 3-4-1-2, Joao Mario può essere il collante tra le due punte (Icardi-Lautaro, per la gioia del padre di quest’ultimo) oppure il portoghese può lasciare spazio a Keita e Politano, per un offensivo 3-4-3. Ardita, ambiziosa: è difficile che Spalletti si metta a sperimentare in una delle partite più sentite della stagione, ma tenete a mente questo paragrafo. Magari, nel corso della stagione, può tornare utile. O, nel caso, potrete usarlo per ricordarci che siamo un po’ cialtroni.

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