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Parma – Inter, la gara del Ninja: ai soliti problemi Spalletti risponde con l’esecuzione

Nella partita contro il Parma si è rotto un incantesimo che durava da oltre sei ore: a tanto è arrivata l’Inter prima di segnare il primo gol in Serie A nel 2019. La squadra di D’Aversa ha provato a imbrigliare la manovra dei nerazzurri con la classica situazione che ha messo in difficoltà Spalletti: l’accerchiamento sistematico di Brozovic, inteso come primo portatore di palla.

Tuttavia, Brozovic è riuscito spesso a toccarla di prima e a muoversi fra le linee, coadiuvato da uno schieramento più fluido e da una linea verticale con Nainggolan che si è rinsaldata nel corso dei novanta minuti. Un’altra situazione che in queste ultime settimane ha costretto l’Inter a improvvisare è stato l’intasamento delle fasce laterali, che il 3-5-2 di Mazzarri ha portato all’estremo e che anche il Parma ha utilizzato. Spesso si è visto Kucka scalare sull’esterno, per forzare la giocata.

L’Inter è riuscita a smarcarsi da queste due situazioni tenendo bene il campo e – contrariamente a quanto visto nelle ultime uscite – alzando progressivamente il baricentro, soprattutto fino al gol di Lautaro Martinez. Rispetto alle ultime partite, il dato è evidente: 60,6 metri è il dato dell’altezza che ha mantenuto l’Inter nei 90′ del Tardini. Nelle gare contro Bologna e Torino, vi è stato un evidente calo che testimonia le difficoltà avute dalla squadra di Spalletti: 53,5 m contro i granata e 57,7 m contro la squadra di Mihajlovic.

L’Inter ha avuto una verve diversa anche grazie al lavoro di Ivan Perisic, che si è ritrovato e ha cominciato a sviluppare la manovra offensiva svariando su tutta la trequarti avversaria e creando una situazione numericamente vantaggiosa che l’Inter non è riuscita a sfruttare a pieno. Questo è sintomatico del lavoro che Spalletti ha chiesto a Perisic, sulla falsariga di quanto apportato da Keita nello scacchiere tattico interista.

L’Inter è poi tornata a pressare alto, grazie a una condizione fisica migliore. Oltre alla situazione del gol, che nasce da un break a centrocampo, i nerazzurri si sono mossi bene sul portatore di palla avversario e hanno costretto i difensori crociati a molti lanci lunghi. Martinez, quand’è entrato,  è stato un valore aggiunto ulteriore vista la sua capacità di smezzare il campo con Icardi. Quando il campo è corto, l’apporto delle due punte (e Nainggolan) è fondamentale e ancor più incisivo.

Quest’azione del Parma termina con un lancio lungo che finisce fra i piedi di Asamoah che è veloce a far ripartire l’azione

L’Inter ha giocato una partita solida, confermando il suo modo di giocare ma velocizzandone i tempi e ritrovando alcuni interpreti (su tutti, Nainggolan) che hanno permesso alla manovra di svoltare. Il belga è stato per noi l’MVP della partita, per la mole di gioco che è passata dai suoi piedi e per il carattere che ha dimostrato in ogni giocata. La seconda vita del Ninja all’Inter può essere cominciata sul campo del Tardini. La prima conferma la aspettiamo giovedì, quando lui e Vecino (o Borja Valero, rientrante) dovranno sopperire all’assenza di Skriniar e Brozovic in prima impostazione.

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