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Tatticismi – Analisi di Inter-Lazio: 5 è il numero perfetto?

5 è il numero perfetto, direbbe Toni Servillo. Antonio Conte dissente, ma intanto si prende anche i tre punti contro la Lazio e insacca la quinta vittoria consecutiva – agganciando l’Inter di Mancini 15/16 in questa particolare classifica. Conte è primo in classifica e ieri a San Siro ha visto una squadra aggressiva, più maliziosa rispetto al recente passato, che ha prodotto il minimo indispensabile sotto porta per poi custodirlo gelosamente. Il gol di D’Ambrosio ha spezzato un equilibrio apparente, visto che nei 25 minuti iniziali l’Inter ha gestito meglio gli spazi in campo, per poi soffrire nella seconda metà di primo tempo, quando Correa si è divorato una quantità colossale di occasioni da gol.

SCHIERAMENTI – Conte schiera i suoi con un 3-4-1-2 che vede Vecino agire sulla trequarti, in marcatura su Parolo. Politano e Lukaku hanno il compito di disturbare il primo possesso, mentre Brozovic e Barella si alternano nell’uscire sui centrocampisti della Lazio. In fase offensiva le due mezzali si allargano a metà campo, mentre si compone una linea a quattro sulla trequarti avversaria con D’Ambrosio e Biraghi che guadagnano quanti più metri possibili. La Lazio si trova di fronte a una scommessa: i meccanismi dell’Inter in uscita sono buoni, ma se pressati possono andare in crisi. Pressare alto e rubare il pallone o aspettare basso e giocare una serie di uno contro uno? Inzaghi fa una scelta a metà: abbozza un primo pressing a inizio azione, per poi far retrocedere in maniera ordinata i suoi in un 5-3-2. In occasione di rimesse laterali nella trequarti avversaria, la Lazio si alza e prova a sporcare le ricezioni interiste. Sul finire del primo tempo, due occasioni nascono da due palloni persi interisti: prima è Brozovic a sbagliare l’apertura per Lukaku, con i biancocelesti riversati nella metà campo interista. Poi è Barella a perdere un contrasto (falloso?) Con Luis Alberto, ma Correa non riesce ad angolare quanto basta per battere Handanovic.

ALTI – L’Inter non ha giocato una partita brillantissima, ma sta continuando a muovere passi in avanti per quanto riguarda la gestione del pallone e dei momenti della gara. Poco prima del gol, la squadra di Conte ha condotto una lunga azione di possesso nella metà campo della Lazio, con Skriniar e Godin addirittura più alti di Brozovic.

Questo modo di attaccare, muovendosi da destra a sinistra e sfruttando tutta l’ampiezza e la profondità del campo è tornato molto utile anche nella ripresa, quando le energie iniziavano a mancare ed è servita l’intelligenza di Brozovic (abbinata alle qualità assolute di de Vrij, Godin e Barella) per far circolare il pallone senza rischiare oltremodo.

L’Inter continua ad attaccare a due velocità, sfruttando i movimenti che Conte prova allo sfinimento ad Appiano Gentile. Il gol di D’Ambrosio incomincia da una transizione negativa: Barella recupera il pallone, scambia con un compagno e poi è bravo a trovare la diagonale per Vecino che si fa anticipare, ma la giocata di Parolo finisce sui piedi di Biraghi che temporeggia e pesca il taglio di D’Ambrosio: sovrastato Jony di testa, 1-0. Un bonus per l’esultanza à la Uomo Ragno.

San Siro ieri ha mugugnato in un paio di occasioni, ovvero quando Lukaku ha perso qualche duello fisico con i centrali della Lazio. Si è fatto anticipare spalle alla porta, gioco in cui ha evidenziato una precarietà sin dalla sua prima partita con la maglia dell’Inter. Big Rom deve riuscire con più continuità a non farsi mettere sotto dall’anticipo degli avversari, ma al tempo stesso indica con i suoi movimenti il modo migliore di servirlo: in velocità, fra le linee, lanciato verso la porta. Contro la Lazio l’Inter è riuscita ad azionare il numero 9 nelle sue condizioni ideali e il risultato è stata un’ottima occasione per Politano.

Handanovic ha festeggiato al 300esima presenza con la maglia dell’Inter con almeno quattro grandi interventi: quel che non è da sottovalutare del portiere sloveno è l’apporto in fase di costruzione, quando fornisce l’appoggio ai centrali per scaricare la pressione. Il triangolo che crea con Brozovic spariglia il pressing della Lazio e permette alla squadra di risalire velocemente il campo fino a lanciare nello spazio Vecino – il cui tocco d’esterno si perde in rimessa laterale.

Contro la Lazio, è stata la prima volta in stagione in cui l’Inter ha prodotto meno dell’avversario. Sia per quanto riguarda l’indice degli expected goals, sia dal punto di vista numerico delle conclusioni all’interno dell’area di rigore. De Vrij è stato costretto a tre salvataggi negli ultimi sedici metri e la linea difensiva dell’Inter è stata messa in difficoltà dai movimenti combinati delle due punte avversarie: la posizione di Correa è stata enigmatica per la GDS e i centrocampisti, che nel primo tempo non sono riusciti ad assorbire la distanza che il numero 11 e Caicedo creavano con i loro cambi di direzione improvvisi.

Nel primo tempo, la difesa si posiziona male e Caicedo è clamorosamente solo, con tutto il tempo per essere pescato, coordinarsi e trovare l’inserimento proprio di Correa. È solo davanti ad Handanovic, ma non riesce a trovare l’imbucata vincente anche grazie all’uscita tempestiva del capitano dell’Inter.

 

Caicedo è libero di ricevere e girarsi, mentre Bastos corre verso l’area. Il triangolo si chiuderà con l’inserimento del centrale

 

Nella ripresa, Immobile ha continuato il lavoro del compagno ed è successo per la seconda volta che ci fosse un inserimento indisturbato fra le linee dell’Inter. Anche in questo caso, la qualità individuale della difesa ha messo una pezza e impedito alla Lazio di pareggiare.

Con l’ingresso di Sensi, l’Inter ha trovato più spunti offensivi e un riferimento qualitativo ulteriore per rallentare la manovra e consolidare il possesso. De Vrij ha giocato una gara mostruosa per come ha saputo vincere tutti i duelli con il diretto avversario e il modo in cui ha scherzato Immobile verso fine partita è la fotografia migliore di una serata di grazia. Godin e Skriniar costituiscono un muro finora invalicabile per gli avversari, anche se in fase di impostazione devono ancora registrare tutti i meccanismi. Dopo lo spezzone contro lo Slavia Praga, stiamo assistendo a un Barella in stato di grazia, capace di assistere Brozovic in costruzione e gli attaccanti in fase di rifinitura. Lautaro e Sanchez avranno modo di migliorare la loro intesa a Genova, dove verosimilmente Conte applicherà un altro giro alle rotazioni di queste settimane. Biraghi ha giocato una partita concreta, l’assist impreziosisce 90’ di corsa e coperture preventive. L’Inter può essere soddisfatta di aver mantenuto il primo posto e di essersi aggiudicata il primo scontro diretto della stagione, contro una Lazio organizzatissima che aveva tutto per fare punti a San Siro.

 

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