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È tornato il rinnovo di Icardi: c’è chi dice sì, ma anche chi dice no

Capitolo 2643 del rinnovo di Mauro Icardi, il tutto rigorosamente scandito da tweet, dichiarazioni, smentite, contro-smentite, tweet di contro-contro-smentite e Instagram stories varie. Non ci vogliamo addentrare nei meandri della telenovela a tinte nerazzurre più chiacchierata degli ultimi anni, quella relativa a Mauro Icardi.

In queste righe non vogliamo né riassumere né dare indiscrezioni su quello che sarà il prossimo capitolo di questa storia, ma vogliamo provare ad analizzare quelle che sono le due posizioni che dividono la tifoseria alla luce di queste continue esternazione: quella a favore del rinnovo e quella contraria a questa soluzione.

Ma iniziamo da chi avalla questa scelta.

È vero, alla lunga questa situazione è estenuante, logora anche il più strenuo ammiratore dell’argentino, ma ci sono molteplici motivazioni per il . La prima in assoluto è la seguente: ci si attendeva la reazione di Icardi al palcoscenico europeo tanto agognato e questa è arrivata forte e chiara. È stato coinvolto in praticamente tutti i gol nerazzurri della fase a gironi della Champions migliorando di volta in volta, acquisendo una maturità ancora maggiore di quella sin qui dimostrata. Sono tutti fattori che non possono non portare a un aumento salariale e questo sia lui che la sua agente lo sanno alla perfezione.

Un’altra cosa che sanno Icardi e il suo entourage è l’amore che la dirigenza in toto nutre per lui: Mauro è un ragazzo che si sa far voler bene, che, nonostante tutto quello che accade sui social e nei vari salotti, dimostra sempre l’attaccamento verso questi colori e che pertanto meriterebbe un ulteriore ritocco – una volta per tutte – a questo ingaggio perché lui è non solo il Capitano nerazzurro, ma anche il giocatore più rappresentativo su scala mondiale.

Questo è un dato sempre da tenere in considerazione. Siamo tutti d’accordo sul fatto che Icardi non meriti 30 milioni annui, in pochissimi possono ambire a cifre simili, ma siamo altrettanto d’accordo – forse – sul fatto che meriti un riconoscimento economico tale per cui sia riconosciuto come il più rappresentativo anche a libro paga: è giusto che gli venga riconosciuto il titolo di “meglio remunerato” della rosa perché è colui che nel corso degli anni avrà più chance di essere ricollegato al club nerazzurro e possibilmente alle gioie con questa e dunque è giunto il momento di porre una volta per tutte fine a questa scenetta a cadenza semestrale circa il suo rinnovo. Un grande rinnovo che accontenti il giocatore e levi dagli impicci la società costretta a gestire più volte del previsto queste trattative con la signora Nara.

È giunto il momento di concedere il rinnovo a Icardi per un ultimo motivo: per eliminare qualsiasi clausola che lo liberi a prescindere dalla volontà dell’Inter. Che il giocatore possa decidere all’improvviso di volersene andare ci sta, fa parte della psiche umana, ma l’Inter nel caso dovrebbe poter monetizzare il più possibile se proprio decidesse di accettare la volontà del giocatore e per farlo deve rinnovare il contratto, cedendo anche a qualche richiesta in più dell’argentino al fine di eliminare quella dannatissima clausola valida fino a fine giugno e che ogni anno fa tremare i tifosi ogni qualvolta iniziano i consueti rumors su di lui.

Ma ovviamente c’è chi non può farsi bastare queste motivazioni per accettare il rinnovo e anzi rilancia con altre considerazioni che mirano a evidenziare quanto siano più ingenti i motivi di un diniego verso il rinnovo di Icardi.

La premessa doverosa a questo NO, è che chi scrive è un grande amante di Mauro Icardi, del suo modo di giocare e di quello che ha rappresentato per il nuovo corso dell’Inter. Ci sono meriti, statistiche oggettive che elevano il numero 9 a simbolo degli ultimi anni: nel marasma di giocatori mediocri e allenatori girevoli, Maurito ha sempre alzato il livello delle sue prestazioni fino a diventare un giocatore mondiale. Tuttavia, ci sono stati intoppi nella sua crescita che hanno fatto storcere il naso a qualcuno: del suo presunto atteggiamento da bad boy non voglio nemmeno parlare, perché si tratta di una fandonia incredibile. Un giocatore che a 25 anni imbastisce una famiglia con cinque bambini tutto può essere meno che ribelle o indisciplinato. È un po’ tamarro, ma lui lo sa. Quello che a molti non va giù è l’arroganza di chi è consapevole del proprio talento, quel modo di giocare a uno o due tocchi, sempre con la testa verso la porta che lo ha messo in contrasto con calciatori come Dzeko, più capaci di aiutare la squadra. Centoventi gol in cinque anni sono una media mostruosa, ma se Icardi a parole si è sempre detto disponibile a rimanere a Milano, certe episodiche uscite del suo agente Wanda Nara rischiano di corroborare il rapporto tra Icardi e la tifoseria interista, purtroppo sempre instabile.

Quindi, questo non vuole essere una serie di sterili, futili motivi per cui l’Inter dovrebbe vendere il proprio capitano. Piuttosto, una serie di campanelli d’allarme che – se dovessero scattare tutti insieme – arriverebbero a compromettere la stabilità emotiva di una squadra di per sé già squilibrata e spesso in balia degli eventi.

La sopracitata Wanda Nara ha dimostrato di saper fare magnificamente il proprio lavoro di agente, portando in casa Icardi contratti importantissimi. Il rinnovo con l’Inter di due stagioni fa, quando lo rese di fatto il giocatore più pagato della rosa grazie ai 4,5 milioni di stipendio netti (più bonus). A oggi, solo Radja Nainggolan percepisce la stessa cifra in nerazzurro. Inoltre, è notizia di questi giorni dell’accordo per 9 anni tra l’attaccante dell’Inter e la Nike, a suggellare un matrimonio che guarda caso dura da sei anni. Esattamente da quando Icardi è diventato nerazzurro. Tuttavia, i toni da soap opera utilizzati dalla moglie-agente e una serie di uscite completamente fuori luogo come quella di lunedì sera a Tiki Taka, rischiano di far saltare il banco. Chi si ricorda delle dichiarazioni di cotanta ferocia da parte del direttore sportivo Piero Ausilio, di solito sempre pacato? Dai cinepanettoni ai cinguetti, il bersaglio del diesse nerazzurro è parso chiaro. Per chi se lo fosse perso, ecco un riassunto di quanto detto:



“Ai cinguettii non siamo sensibili, la sede è aperta quasi 24 ore al giorno e siamo disposti ad accogliere gli agenti dei nostri calciatori, anche per discutere dei rinnovi di contratto. Abbiamo telefoni, segreterie per parlarne, non certo nelle trasmissioni televisive. Se, come penso, c’è la volontà del calciatore di andare avanti l’Inter c’è, ma parlandone con serietà e professionalità in ufficio o in sede. Qui di agenti ce n’è qualcuno, sono pieni di idee e fantasie che ogni tanto portano a qualcosa e ogni tanto a nulla. Qui non si è mai entrati nel merito di nulla. Icardi ha una clausola per l’estero, avessimo voluto darlo alla Juve avremmo fatto un discorso diverso. Noi vorremmo andare avanti per tanto tempo, anche togliendo la clausola volendo. Non vedo quale sia il problema”.

C’è chi ipotizza inoltre una possibile staffetta di numeri 9: Lautaro Icardi è arrivato a San Siro con un fardello pesante, cui ascrivere anche il possibile ruolo di erede di Maurito. Il giocatore che abbiamo visto fino a oggi non può essere nulla di più che una riserva di lusso, ma questi sono solo i primi mesi del Toro a Milano. Chi vi scrive è convinto che prima o poi sarà difficile non immaginarsi un’Inter a due punte, proprio perché Lautaro può far esplodere il suo talento da un momento all’altro. E se, nel giro di due stagioni, Martinez si dimostrasse quel prospetto di campione che è, avrebbe senso cedere Icardi per rinforzare ulteriormente la rosa, avendo il successore in casa?

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