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L’avversario europeo: cosa c’è da sapere sul Rapid Vienna?

L’Inter arriva in Europa League con l’etichetta di favorita, come il Napoli, come il Chelsea e l’Arsenal: è un obbligo morale interpretare al meglio la competizione e lo si deve fare a partire dalla gara contro il Rapid Vienna valida per i sedicesimi di finale della competizione.

Sulla carta il sorteggio è stato benevolo con i nerazzurri che offre nella prima doppia sfida della competizione una squadra che attualmente risiede all’8° posto della classifica della Bundesliga austriaca, passata come seconda nel girone G alle spalle del Villarreal.

La squadra allenata da Dietmar Kühbauer scende in campo solitamente con un 4-2-3-1 in cui il giocatore con il rendimento migliore in stagione è Christoph Knasmüllner: trequartista con un breve trascorso nel settore giovanile nerazzurro nel 2011, è arrivato in Austria dal Barnsley e in stagione si è fatto carico di buona parte dello score realizzativo degli austriaci, infatti i suoi 7 gol sono il massimo stagionale dei viennesi.

Il rendimento stagionale degli austriaci fa notare come i maggiori problemi siano nella metà campo avversaria: con soli 17 gol in campionato la squadra di Kühbauer è il peggiore attacco della competizione, ma da contraltare c’è la difesa che è la quinta del torneo con 25 gol incassati in 18 partite sin qui disputate. Sicuramente sul buon dato, relativamente parlando, della squadra della Capitale incide la tanta fisicità che può mettere a disposizione, specialmente sulle palle inattive. In rosa sono ben 16 i giocatori sopra i 183cm, e i primi 4 per minuti disputati nel girone di Europa League rientrano in questa categoria, nei primi 11 sono ben 9 i calciatori che rientrano in queste specifiche. Questo per dire che cosa? Che bisogna stare attenti ai calci piazzati e a non cadere vittime del gioco sporco e rotto.

Sempre per rimanere sul lavoro di squadra per poi addentrarci nell’analisi di alcuni singoli, possiamo comunque affermare che il Rapid Vienna ha delle lacune in fase difensiva, nonostante provi a compensare la povertà realizzata con la tenuta della propria retroguardia. Giocare con un 4231 che non segna come rovescio della medaglia ha quello di non avere i ripiegamenti necessari in fase difensiva e quindi ecco che per compensare a questo il tecnico subentrato nell’ottobre del 2018 schiera molte volte un terzino come Boli Bolingoli-Mbombo sulla linea dei trequartisti per trovare anche equilibrio in fase di copertura – e questa potrebbe essere una soluzione in ottica Inter -.

Passando all’analisi dei singoli si può iniziare da un interessante 19enne turco di 188cm all’anagrafe noto come Mert Müldür che ha disputato tutte le gare del girone G di Europa League ben figurando nel complessivo nel ruolo di terzino destro. Ottimo fisico, ma anche buona velocità di base che gli consente di recuperare anche una buona quantità di metri di svantaggio nell’uno contro uno e anche buon tempo di inserimento sui calci piazzati – chiedere allo Spartak Mosca -. Un prospetto interessante, soprattutto per la giovane età, che potrà mettersi in mostra su un campo di tutto prestigio come San Siro e in generale contro l’Inter.

Se si parla di talenti, però, non si può non citare Dejan Ljubicic: mediano fisico di origini bosniache nato in Austria a causa dell’imperversare della guerra balcanica. Non fa delle geometrie il suo lato migliore, ma prova a dire la sua con la prestanza fisica e atletica. È alla seconda stagione su palcoscenici importanti e nelle prime gare di Europa League è riuscito ad andare in rete nell’ultima gara del girone contro i Rangers proprio su assist del Knasmüllner poc’anzi citato. Il suo lato negativo è l’irruenza: molto spesso si fa trascinare dall’emotività del match finendo con l’iscrizione sul taccuino dell’arbitro, sebbene comunque in carriera abbia collezionato solo due espulsioni, di cui una nel derby perso 6-1 contro l’Austria Vienna

Ultimo giocatore da tenere in considerazione in vista del doppio incontro è un fratello d’arte: Veton Berisha. Il norvegese classe 1994 è fratello di quel Valon Berisha che milita nella Lazio, ma differentemente dal consanguineo è più offensivo come caratteristiche. Il giocatore del Rapid è ambidestro e può giocare sia sulla destra che sulla sinistra nel tridente di trequartisti schierato da Kühbauer dando un pizzico di imprevedibilità in più alla manovra.

Sicuramente il Rapid rivedrà il proprio modo di affrontare l’Inter e avrà molto tempo per farlo dato che la prima gara ufficiale degli austriaci nel 2019 sarà il quarto di finale della ÖFB-Cup contro l’Hartberg che si terrà nel weekend successivo all’andata del sedicesimo di Europa League. E questo potrebbe essere un dato da tenere in considerazione: il Rapid arriverà con una preparazione mirata a questo incontro, mentre l’Inter sarà nel bel mezzo di un Tour de Force da 5 partite in 15 giorni: la profondità della rosa nerazzurra e il mercato alle porte non dovrebbero far pesare la differenza, ma bisogna essere consci che si affronterà un avversario tirato a lucido e che non avrà nulla da perdere, specialmente davanti al proprio pubblico visto che in stagione ha perso solo 3 gare in casa, ma nessuna in Europa League.

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